Confronta

Il Palio di Asti

Il Palio di Asti

Gli eventi antecedenti la corsa a pelo più antica d’Italia

Una profonda passione e determinazione nel voler riproporre ogni anno una tradizione vecchia di circa nove secoli, alimenta la grande macchina organizzativa del Palio di Asti. È difficile spiegare ad un estraneo che i sentimenti di gioia per una vittoria o di amarezza per la sconfitta così come i gesti scaramantici della vigilia sono reali e viscerali.

Un anno intero di incontri, decisioni da prendere, costumi da cucire e coreografie da provare si concentrano poi in una manciata di secondi, tanto è breve la corsa. Questo è il Palio di Asti.

D’altronde di cortei storici ed eventi di ispirazione medievale, più o meno autentici, l’Italia ne è piena. Concedersi invece un weekend ad Asti, il terzo di settembre per la precisione, per calarsi interamente nell’atmosfera di questo grande spettacolo è un’esperienza appagante, per altro ben coccolati dall’ospitalità, dal rinomato cibo e dai vini pregiati piemontesi.

 

La tradizione

Risale al 1275 la prima datazione scritta del Palio, menzionato in seguito alla vittoria di Asti contro la nemica di sempre, Alba: in quell’occasione, gli astigiani corsero per dileggio con i propri cavalli sotto le mura albesi portando danni e devastazioni. Pare che proprio in ricordo di questo evento, ma in epoca molto più recente, anche Alba abbia deciso di correre un proprio Palio: per deridere a loro volta gli astigiani, anziché i cavalli decisero di usare gli asini, tradizione tuttora in uso, la prima domenica di ogni ottobre.

 

Ma perché una corsa di cavalli tra cavalieri della stessa città?

Le origini di questo tipo di competizioni sono sempre nebulose ma possiamo ricondurle al sistema difensivo della città medievale le cui mura erano sotto il controllo sia dei soldati sia della popolazione insediata in prossimità di una certa porzione delle mura stesse, garantendone la manutenzione. Possiamo quindi ipotizzare la nascita della corsa come una rivalità nata tra quartieri della cinta muraria, qui chiamati “rioni”, che si sfidavano per sancire chi di loro fosse più forte e preparato rispetto agli altri.

Nel corso dei secoli il Palio di Asti è stato corso in varie parti della città, passando dalla corsa “alla lunga” ovvero sul tracciato rettilineo di Corso Alfieri, all’attuale “catino” di Piazza Alfieri la cui configurazione ottocentesca a forma di triangolo impone ai fantini di destreggiarsi con abilità nelle strette curve.

Per dare un esempio dello sforzo organizzativo che coinvolge il Comune di Asti, pensiamo alla difficoltà logistica di tracciare una pista per cavalli in pieno centro storico, in una piazza che per il resto dell’anno è snodo primario del traffico cittadino. Un team capitanato da un geologo trasporta tonnellate di sabbie astigiane che una volta compattate offrono il giusto supporto, nè troppo cedevole nè troppo duro.

Poi si costruiscono le tribune proteggendole con materassi nei punti dove cavalli e fantini rischiano di andare a sbattere.

 

Le differenze con Siena

Molti turisti, sopratutto stranieri, si chiedono se il Palio di Asti sia come quello di Siena. Tralasciando il tipico campanilismo italiano tra città che si sentono quasi minacciate dall’evento altrui, noi pensiamo che il Palio sia affascinante in Piemonte come in Toscana.

In realtà le differenze sono molte, incominciando dalla continuità storica: se ad Asti il vanto sta nell’avere la corsa documentata già nel 1275 e quindi essere la più antica, ci sono stati dei decenni in cui il Palio non si corse mentre a Siena sono orgogliosi di non aver mai interrotto questa tradizione arrivata intatta fino ai giorni nostri fin dal 1300 circa.

Ad Asti si corre una volta l’anno, la terza domenica di settembre, a Siena due volte, il 2 luglio e il 16 agosto. La piazza senese è a forma di conchiglia ed è medievale, mentre quella astigiana è triangolare e circondata su due lati da portici e facciate uniformi ottocentesche.

Ad Asti ci sono ben 21 contendenti che si sfidano divisi in tre batterie: un numero alto giustificato dal fatto che sono ammessi a partecipare anche 7 comuni un tempo detti “del contado”, oggi della provincia. Non esiste dunque ad Asti l’estrazione con la quale a Siena si decide in anticipo chi delle 17 contrade cittadine (e non rioni) sarà tra le 10 fortunate a correre. E di conseguenza, a Siena tutto si esaurisce in poco più di un minuto di corsa feroce mentre ad Asti gli animi si scaldano per un totale di ben quattro volte prima di proclamare il vincitore.

Mentre a Siena il secondo arrivato è considerato il primo dei perdenti (e quindi non si aggiudica nessun premio), ad Asti ci sono  premi minori, tutti con un significato storico: una borsa di monete d’argento, gli speroni, il gallo vivo, la coccarda, l’acciuga.

In entrambe le città, è il Comune a ingaggiare l’artista, diverso ogni anno, che deve dipingere il Palio, ovvero lo stendardo che si aggiudicherà il vincitore. Ad Asti il Palio viene riprodotto dal maestro in due copie, di cui quella più piccola viene custodita nella Colleggiata di San Secondo, patrone della città.

Il tour del Palio

Meet Piemonte offre l’opportunità di entrare nei luoghi, solitamente chiusi al pubblico, in cui ciascun rione si prepara: le sartorie, attrezzerie, il museo in cui si custodiscono i cimeli del passato e gli stendardi vinti, i saloni adibiti alle prove di musici e sbandieratori. Bisogna prendersi il tempo di osservare gli sguardi dei borghigiani per capire la palpabile tensione che precede l’allineamento dei cavalli davanti al canapo e l’imminente partenza della corsa.

Il tour è disponibile tutto l’anno ma nella settimana antecedente la corsa, può essere abbinato alla cena propiziatoria o ad altri eventi organizzati in città.

 

Eventi della settimana del Palio

Il Palio si svolge sempre la terza domenica di settembre. Nella settimana antecedente ci sono tanti eventi che consentono di vivere a pieno l’atmosfera e l’eccitazione della vigilia.

Il giovedì antecedente: alle 21, in piazza San Secondo, il Palio degli sbandieratori.

Le squadre di sbandieratori si esibiscono in coreografie, spesso anche acrobatiche di volteggio delle bandiere.

Il venerdì antecedente:  inizia in piazza Statuto il mercatino con oggetti artigianali realizzati dai rioni e dedicati all’evento che si protrae anche il sabato. Nel pomeriggio, in piazza Alfieri sono previste le prove ufficiali della corsa (salvo tempo avverso).

Il sabato della vigilia: cerimonia di iscrizione dei fantini e dei cavalli, alle ore 12 davanti al Comune in Piazza San Secondo. Nel pomeriggio sfilata dei bambini con il seguente percorso: Corso Alfieri,Via Gobetti, Piazza San Secondo, Via Garibaldi, Piazza Alfieri.  Inoltre, tempo permettendo, avrà luogo la prova generale dei cavalli montati a pelo (senza sella), evento gratuito.

Le cene propiziatorie sono organizzate da ciascun rione tra le serate di venerdì e sabato. Sono momenti di grande convivialità, in cui l’abbondante cibo e vino preparato o dalle massaie o dai ristoranti del rione, sono serviti su lunghe tavolate apparecchiate all’aperto.

La domenica del Palio: si inizia alle ore 10 con la cerimonia della benedizione del cavallo e del fantino presso le parrocchie di ciascun rione. Alle 11 esibizione degli sbandieratori in Piazza San Secondo.

Alle ore 14 l’inizio del corteo storico composto da un totale di circa milleduecento tra figurantimusici e sbandieratori in costumi medievali, giudicati attentamente da una giuria di esperti in storia, costumi teatrali, coreografie, trucco. La sfilata, come viene chiamata dalla gente del posto, dalla Cattedrale segue il seguente percorso: Via Caracciolo, Piazza Cairoli, Corso Alfieri, Via Gobetti, Piazza San Secondo, Via Garibaldi, Via Gardini, Piazza Alfieri.

Chi acquista il biglietto nelle varie tribune di Piazza Alfieri può godersi il corteo storico comodamente seduto.

Alle ore 16 inizio della corsa, tre batterie e la finale.

Scritto da Marco Scaglione

 

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