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La Guida Completa alla Ricerca del Tartufo Bianco d’Alba

La Guida Completa alla Ricerca del Tartufo Bianco d’Alba

Perchè cercare tartufi?

La ricerca del tartufo bianco d’Alba è un’esperienza che abbina informazioni sul territorio con una passeggiata nei boschi delle colline di Langhe-Roero e Monferrato.

 

L’esperienza si svolge in compagnia di un tartufaio e del suo cane.

 

Scopriamo insieme alcune regole e infomazioni utili da sapere per prenotare la ricerca del tartufo bianco d’Alba.

 

Dove si svolge la ricerca del tartufo bianco d’Alba?

Il tartufo bianco d’Alba cresce in una vasta porzione delle colline di Langhe-Roero e Monferrato, nel Piemonte meridionale tra le province di Asti e Alessandria.

 

I boschi dove crescono i tartufi bianchi e neri si trovano fino a 45 minuti d’auto da Alba.

 

Insistiamo nell’informare che sempre meno tartufi vengono trovati nelle immediate vicinanze della città di Alba a causa della coltivazione intensiva della vite che ha portato a disboscamenti  significativi se non totali.

 

Al contrario, le colline del Monferrato astigiano e alessandrino, nonché le colline del Roero a nord di Alba sono ancora ricoperte da zone boschive dove il delicato ambiente del tartufo sopravvive a coltivazioni agricole e costruzioni industriali.

 

A seconda della disponibilità, Meet Piemonte prenota la ricerca del tartufo in tartufaie private oppure in boschi dove i tartufi crescono realmente e sarà fornito il punto d’incontro con il tartufaio.

 

Ricerca del tartufo in un bosco delle Langhe
Ricerca del tartufo in un bosco delle Langhe

La ricerca del tartufo in Piemonte è vera o simulata?

La vera ricerca del tartufo non è una passeggiata: dura parecchie ore e richiede di marciare in boschi e ambienti umidi, non ospitali, fuori sentiero, nel buio della notte o molto presto la mattina per facilitare l’olfatto del cane.

 

I nostri tartufai di fiducia, invece, offrono ai nostri ospiti dei percorsi un po’ più semplici, dove non è necessario calarsi nella boscaglia fitta ma si riescono spesso a trovare tartufi (non sempre!!!) su distanze ragionevoli.

 

Alcuni ospiti ci richiedono la ricerca notturna ed arrivano equipaggiati ma la stragrande maggioranza delle persone preferisce un’esperienza meno aggressiva.

 

In caso di siccità e carenza totale di tartufi, è possibile concordare con il tartufaio di nascondere un piccolo tartufo nero al fine di mostrarvi come il cane lavora: in questo caso vi sarà detto in anticipo se si tratta di una simulazione. In ogni caso, il cane non sa dove il tartufo si trova, nè è facilitato nel caso sia stato nascosto!!

 

Posso tenere i tartufi trovati durante la ricerca con il tartufaio?

No! I tartufi possono essere acquistati direttamente dal tartufaio che li peserà su una bilancia applicandovi il prezzo del giorno.

 

Perché pagare per una ricerca del tartufo?

Incontrare il tartufaio o “trifulau” (per dirla alla piemontese) è già un’esperienza che conta. Sono personaggi leggendari, che vivono di segreti e osservazione, girovaghi dei boschi, alla ricerca di tartufi bianchi o neri da rivendere a ristoranti, mercati, fiere.

 

Vedere con i propri occhi il rapporto tra l’uomo e il cane è l’altro grande valore aggiunto: come viene addestrato il cane, come fa il tartufaio a conoscere “i posti giusti”, sono solo alcune delle domande a cui troverete risposta.

 

Inoltre la ricerca è una vera e propria visita guidata in un bosco: vengono spiegate tante nozioni di geologia e botanica, peculiarità dell’ambiente che favoriscono la crescita dei tartufi bianchi d’Alba e neri “scorzoni” e consigli sulla conservazione e il consumo.

cane da tartufi durante la ricerca
Cane da tartufi durante la ricerca

Qual è la stagione per la ricerca del tartufo bianco d’Alba?

La ricerca del tartufo può essere fatta tutto l’anno, tenendo conto che i tipi di tartufi trovati variano a seconda della stagione.

 

Il tartufo bianco di Alba (nome botanico Tuber Magnatum Pico) può essere trovato solo da fine settembre a gennaio.

 

In tarda primavera e in estate si possono trovare i tartufi neri, conosciuti come “scorzoni” (nome botanico Tuber Aestivum Vitt). Il loro aroma e gusto e’ meno pregiato rispetto a quello del bianco ma l’esperienza di vedere il cane all’opera, conoscere il trifulau e imparare alcuni segreti, non cambia!

 

La gente del posto sa che il miglior tartufo bianco matura con i primi freddi, quindi sarebbe opportuno venire a dicembre, nonostante la Fiera di Alba sia già terminata. Un altro vantaggio di visitare il Piemonte a dicembre è che si trovano migliori tariffe negli alberghi.

 

Per il resto, il Piemonte offre il meglio dei suoi paesaggi da marzo in poi, compresa l’estate!

 

In Piemonte si usano i cani o i maiali?

Difficile immaginare un tartufaio che si reca nel bosco in auto con un maiale nel cofano! Forse nel medioevo e forse in Francia il maiale era usato ma oggi decisamente no!

 

Possiamo ipotizzare che i maiali e i cinghiali mangiando questi tuberi trovati nei boschi attrassero la curiosità degli uomini. Oggi, però, sappiamo anche che questi animali spingendo il naso nel terreno in modo impetuoso, arano letteralmente il sottobosco arrecando danni al delicato ecosistema che origina il tartufo.

 

Il cane è la vera attrazione durante la ricerca. Corre senza guinzaglio in aree che conosce bene, avendole esplorate centinaia di volte sin dall’inizio dell’addestramento quando era ancora un cucciolo di circa sei mesi. Solo i cani con un ottimo olfatto sono scelti per tale compito.

 

La ricerca del tartufo bianco d’Alba diventa un alternarsi di racconti del tartufaio che tiene sempre d’occhio il cane le cui zampe rischiano di compromettere i preziosi tuberi.

 

Un attimo si ascolta il tartufaio parlare di come ha allevato il cane o del tartufo più grande mai trovato ed un attimo dopo ci si trova con le mani nella terra!

Il cane usato nella ricerca del tartufo bianco d'Alba
Il cane usato nella ricerca del tartufo bianco d’Alba

Quanto dura la ricerca del tartufo bianco d’Alba?

Nel tour Ricerca del tartufo e vino Barolo l’esperienza con il tartufaio dura tra i 60 e i 90 minuti.

 

Anche nel tour Ricerca del tartufo da Torino, il tempo trascorso nei boschi di Langhe e Roero è analogo.

 

Quando si abbina la Ricerca del tartufo ad una degustazione di prodotti tipici, l’intera esperienza dura almeno 2 ore e oltre.

 

Si viene coinvolti durante la ricerca?

I partecipanti potranno aiutare il tartufaio nella fase di estrazione del tartufo dal terreno: un’operazione delicata dove si usano le dita per palpare la buca scavata dal cane e avvertire la superficie del tartufo.

 

A volte si rende necessario prendere con le mani un po’ di terra e odorarla per capire se il cane ha scavato nel punto giusto o se è stato distratto da un odore più lieve al nostro olfatto, lasciato in precedenza da un altro tubero già tolto o da qualche altro animale.

 

Ci saranno stivali di gomma da usare?

In autunno e inverno i boschi e le tartufaie del Piemonte si presentano fangose e scivolose mentre in primavera ed estate può essere necessario camminare tra erba alta e arbusti con insetti.

 

Meet Piemonte può procurare alcuni stivali in gomma da usare durante la ricerca del tartufo, da richiedere al momento della prenotazione. Si consiglia di portarsi un paio extra di calze. In alternativa agli stivali, si consigliano scarpe da trekking.

Che cos’ è un tartufo?

Nonostante il nome botanico classifichi il tartufo come “tuber”, in realtà è un fungo che nasce e vive sotto terra: per questo è detto ipogeo, ed appartiene alla famiglia delle Tuberaceae, classe degli Ascomiceti.

 

Definirlo un fungo e’ un’affermazione che può trarre in inganno, in quanto non bisogna pensare ai funghi porcini ma ad una patata. Il termine tartufo, infatti, deriva dal latino volgare “tufera” che, nel medioevo, aveva risonanze negative, addirittura di frutto avvelenato e di tumore delle piante.

 

Le spore dei tartufi sono riprodotte in strutture a grappolo dette ascospora. Non producono né semi, né fiori, foglie o radici: il tartufo esiste grazie alla simbiosi con le radici delle piante da cui si scambiano sali minerali e altre sostanze nutritive.

 

Ne consegue che la tipologia di pianta influenza le caratteristiche del tartufo: per il tartufo bianco d’Alba gli alberi responsabili sono il pioppo selvatico, la rovere, il tiglio e il salice selvatico.

tartufo nero estivo detto scorzone
Tartufo nero estivo detto scorzone

Il tartufo nero pregiato

Il tartufo nero pregiato, chiamato Tuber Melanosporum Vitt è trovato in Piemonte, Umbria (famoso quello di Norcia) e in Francia. Ha una superficie nera, liscia e compatta mentre al taglio si presenta scuro con venature chiare e talvolta riflessi violacei. Cresce nello stesso periodo del bianco.

 

Il tartufo nero estivo

Il tuber aestivum, noto come “scorzone” è invece il tartufo tipico dell’estate, quello meno pregiato, che al dire il vero non ha un gran sapore nè odore ma fa comunque piacere trovarlo e vederlo in tavola nei periodi in cui non crescono altri tartufi. Ha una superficie molto rugosa e scura mentre all’interno ci sono striature bianche. Affettato finemente su una preparazione calda, addirittura cotto  o semplicemente condito con olio e sale su una toma piemontese, riesce a rilasciare il meglio di sé.

 

Il tartufo bianco pregiato

Tuber Magnatum Pico è il nome del Tartufo Bianco d’Alba, considerato il re dei tartufi e sicuramente il più costoso di tutti.

 

La sua stagione va da fine settembre a gennaio ed ha un colore chiaro, beige con venature bianche all’interno.

 

Nonostante i tartufai albesi sostengano con orgoglio paesano che solo da loro si trovi il vero bianco d’Alba, in realtà in gran parte del Piemonte meridionale si trovano i preziosi tartufi bianchi

 

E’ sicuramente vero che il terreno ha una composizione diversa da una collina all’altra, oltre che a una storia geologica più o meno giovane di milioni di anni.

 

Tuttavia, l’aroma e il gusto del bianco piemontese è ugualmente intenso e di ottima qualità anche nelle vicinanze di Alessandria, a 40 km da Alba e nella provincia di Asti.

 

Ciò che può cambiare vistosamente è la forma: le argille dure e compatte delle Langhe tendono a far pressione attorno al tartufo che si deve fare spazio per crescere e il risultato è un tubero spesso non uniforme, pieno di bozzoli e insenature.

 

Al contrario, le sabbie del Roero e del Monferrato favoriscono tartufi dalle forme più regolari simili a patate.

Tartufo bianco d'Alba
Tartufo bianco d’Alba

Si possono coltivare i tartufi?

Trovare i tartufi è un’esperienza gratificante per molti motivi ma sopratutto perché sappiamo che la loro coltivazione non è possibile, almeno per i bianchi. Esperimenti e studi universitari sono in corso ma al momento non è stato identificato alcun metodo.

 

Per il tartufo nero sono stati studiati e messi in pratica sistemi di coltura che, invece, possono dare risultati più attendibili.

 

Ecco perché conoscere un tartufaio e carpirne i segreti appresi dal nonno rimane l’unico modo, forse ancora primitivo ma decisamente efficace, per sapere dove crescono.

 

Il prezzo del tartufo bianco, conservazione, uso, acquisto

Scopri tante altre informazioni sul tartufo bianco nel nostro articolo Il Tartufo Bianco: Prezzo, Conservazione, Acquisto oppure prenota ora uno dei nostri tour con la ricerca del tartufo.

Photo by Andrea Cairone ; Gabriele Ferrero

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