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La riapertura della Cappella della Sindone

La riapertura della Cappella della Sindone

La reliquia più famosa del mondo

Senza alcun dubbio la Sindone è di gran lunga la reliquia più famosa e controversa di tutta la cristianità. Si tratta, come è noto, di un lungo telo di lino in cui sarebbe stato adagiato da Nicodemo il corpo di Gesù una volta deposto dalla croce e con cui, vista la fretta dovuta all’arrivo del sabato pasquale in cui gli ebrei non potevano compiere alcun lavoro, sarebbe stato lasciato nel sepolcro scavato nella roccia. Questo lungo lenzuolo, il nome “Sindone” deriva infatti dal termine greco che indica le lenzuola, sarebbe stato piegato a metà sul lato più corto e avrebbe così avvolto il corpo del Cristo sia sulla parte posteriore, sia su quella anteriore. Al momento della Resurrezione, poi, il corpo risorto avrebbe attraversato il telo, lasciando l’impronta della figura che oggi possiamo vedere e rimanendo piegato su se stesso, con le altre bende all’interno, come lo vide l’apostolo Giovanni, che ne parla nel Vangelo a lui attribuito.

È evidente che per tutti i cristiani di ogni confessione, che fondano la propria fede essenzialmente sulla Resurrezione di Cristo, la Sindone abbia sempre rappresentato un oggetto di venerazione profonda, che ha anche affascinato, e continua ad affascinare, moltissimi non credenti. Visitare la cappella che Guarino Guarini progettò e costruì per ospitarla a Torino è un’emozione che noi di Meet Piemonte desideriamo condividere coi nostri ospiti, in una serie di tour che vi porteranno ad apprezzare questa e molte altre  meraviglie custodite a Torino.

 

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Una storia ricca di avventure

Le prime testimonianze storiche sull’esistenza della Sindone risalgono alla metà del XIV secolo, quando un nobile cavaliere francese dona alla collegiata della chiesa della propria città natale questa straordinaria reliquia, senza specificare, però, come ne sia venuto in possesso. Iniziano subito, vista l’importanza dell’oggetto per il culto e il prestigio legato al suo possesso, sia le ostensioni pubbliche volte a incassare forti somme con i pellegrinaggi, sia le critiche e i dubbi sull’autenticità della reliquia. Da ogni parte vengono mobilitati teologi e scienziati tanto per sostenerne l’autenticità, quanto per provare che sia un falso e su entrambe le parti grava il non trascurabile sospetto che gli enormi interessi economici e politici legati al culto della Sindone ne determino le diverse opinioni.

Nel 1453 il telo viene venduto ai Savoia che ne conserveranno il possesso fino al 1983, anno in cui muore Umberto II, ultimo re d’Italia, che lascia in eredità la Sindone al Papa. Salvata da un incendio già nel 1532 a Cambéry, la Sindone scampa anche all’incendio del 1997 che distrugge la cappella costruita dal Guarini, e recentemente riaperta al pubblico,  ed è ora conservata in un transetto del Duomo sotto la responsabilitàdell’Arcivescovo di Torino, incaricato da parte del Papa di custodirla in suo nome.

I progetti di una cappella per la Sindone

Quando il duca Carlo Emanuele I di Savoia, vissuto a cavallo tra ‘500 e ‘600, decise la costruzione di una cappella dedicata alla Sindone in cui essa venisse custodita, la reliquia si trovava da pochi anni a Torino, divenuta nuova capitale del ducato nel 1563 ad opera del predecessore del duca, Emanuele Filiberto di Savoia. Il progetto del nuovo edificio religioso venne affidato a Carlo di Castellamonte, architetto di corte, e poi a suo figlio Amedeo, il progettista della Reggia di Venaria, che ne proseguì l’opera, senza però arrivare ad una conclusione che soddisfacesse le aspettative della corte.

La contiguità tra il palazzo ducale, poi divenuto Palazzo Reale, e il Duomo suggerirono, invece, a Bernardino Quadri, l’architetto svizzero succeduto ad Amedeo di Castellamonte nella gestione del progetto, di realizzare una cappella che fosse parte di entrambi gli edifici e che fosse accessibile tanto dal Duomo, quanto dal primo piano del palazzo.

Per ottenere questo scopo, Quadri modificò la parte del Duomo retrostante l’abside in modo che fosse di forma circolare e la soprelevò mettendola allo stesso livello del primo piano del palazzo. Dopo aver costruito il primo livello della cupola, tuttavia, Quadri si accorse che le pareti erano poco stabili e che si rischiava che crollassero sotto il peso della cupola e fu così costretto ad abbandonare il progetto.

La cappella del Guarini

Cappella Sindone

Ci volle l’intervento di un assoluto genio dell’architettura come Guarino Guarini per salvare una situazione che si credeva ormai compromessa. Questo monaco teatino, dall’attività poliedrica e dotato di una mente eccezionalmente dotata per gli studi matematici, aveva a lungo viaggiato per l’Italia e per l’Europa, lavorando per il proprio ordine religioso sia come insegnante, sia come architetto. In questa veste, nel 1666, venne inviato a Torino per lavorare alla Chiesa di San Lorenzo, annessa a Palazzo Ducale, ma appartenente ai teatini, e fu proprio durante il rinnovamento di questo edificio, in cui le notevoli difficoltà strutturali vennero risolte con soluzioni innovative di particolare pregio, che venne notato dai Savoia.

Cupola Sindone

Nel 1668, dunque, ricevette l’incarico di “Ingegnere per la Fabbrica della Cappella del Santissimo Sudario” e dovette ideare un modo per completare il progetto di Quadri, ovviando, d’altra parte, ai problemi strutturali che esso comportava. La soluzione adottata fu quella di rinforzare con tre pilastri la struttura esistente e di creare un tamburo poligonale in mattoni su cui si aprono sei enormi finestroni, che hanno tanto la funzione di fare penetrare la luce nella cappella, quanto quella di alleggerire il carico sulle pareti sottostanti. Al di sopra del tamburo si colloca una cupola costruita con una serie di morbidi archi incrociati tra loro e separati da dodici costoloni sormontati da urne. Infine, a completare il tutto, troviamo una lanterna a punta, con altri dodici finestroni, che conferisce alla struttura una fisionomia del tutto unica e caratteristica.

Uno scrigno di misteri

Transetto Duomo di Torino, altare Sindone

Il barocco del Guarini è, di per sé, un tipo di architettura simbolica, in cui i rimandi numerici alle verità teologiche sono una parte integrante dell’edificio e della sua lettura. Le straordinarie doti matematiche e il genio dell’architetto, d’altra parte, lasciano sempre sorpresi tutti coloro che ammirano le sue opere, soprattutto per l’originalità delle forme e delle soluzioni architettoniche adottate.

Con i nostri tour guidati, inoltre, potrete ammirare non solo la bellezza della Cappella della Sindone, oggi inserita nel percorso di visita dei Musei Reali, che comprende anche il Palazzo, l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, la Biblioteca Reale e il Museo di Antichità, ma anche scoprirne i tanti piccoli e grandi misteri e gli eventi che, nella sua lunga storia, hanno segnato questo edificio.

Transetto Duomo

Le nostre guide turistiche vi illustreranno le ragioni della presenza dell’altare ancora devastato dall’incendio del 1997 che occupa il centro dell’edificio, il significato della forma degli scalini delle due scalinate che congiungono il Duomo alla cappella.

Altare ancora devastato dall'incendio del 1997

Inoltre sarà svelata la storia dei quattro monumenti dedicati da altrettanti membri illustri di casa Savoia e la discussione sull’eventuale presenza dei corpi in alcuni di essi e, naturalmente, le fasi del lungo e minuzioso restauro che ha reso possibile, dopo più di vent’anni, ammirare nuovamente questo gioiello di arte e di storia in tutto il proprio splendore.

La guida turistica vi condurrà a decifrare il complesso simbolismo presente all’interno della Cappella della Sindone, sia nelle forme architettoniche che nelle decorazioni.

 

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